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Chi volesse approfondire la propria conoscenza sull’omeopatia e sull'omotossicologia (disciplina affine all’omeopatia classica ed elaborata dal dottor Reckeweg più di un secolo fa) con una valutazione documentata dei fondamenti scientifici delle stesse, può visitare il sito ww w.medibio.it dove, tra le pubblicazioni, è disponibile la V edizione aggiornata del seguente testo: Degna di nota mi sembra, una volta di più, la dimostrazione e tipizzazione sui linfociti umani (tra le più importanti cellule del sistema immunhitario) di recettori per i rimedi omeopatici proprio alle diluizioni omeopatiche nonché il riscontro di come numerosi neuro-ormoni agiscano a livello intercellulare - proprio nello spazio in cui avvengono le comunicazioni e gli scambi tra le cellule - a concentrazioni simili a quelle di molti rimedi omeopatici. E in un mondo in cui, chi più chi meno, siamo tutti intossicati per effetto di molteplici cause che spaziano dall’inquinamento dell’acqua (metalli pesanti, pesticidi, anticrittogamici, diserbanti etc) e dell’aria sino all’inquinamento elettromagnetico e di tipo radioattivo, per non parlare di tutti i tossici contenuti negli alimenti e nei loro conservanti, l’omotossicologia - che vede nell’accumulo di tossine da parte dell’organismo la causa prima delle malattie croniche, per un “effetto a cascata“ per cui il corpo tiene botta fino ad un certo punto e poi si ammala” - può rappresentare un valido ed efficace presidio terapeutico, privo di effetti collaterali ed a costo abbastanza contenuto. |
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